Sul controllo di IREN

Dalla stampa locale abbiamo appreso che il Comune di Parma si opporrebbe alla modifica della governance di IREN per non perdere la Vice Presidenza che, a detta del Comune, consentirebbe un maggior controllo della società.

Crediamo che, purtroppo, nella sostanza detto controllo si sia già in parte perso quando prima e dopo le elezioni, si è operato in modo molto poco trasparente, in danno di IREN, in accordo con Vignali e Villani.

Con questi comportamenti si è veramente persa ogni credibilità ed affidabilità quali soci, e non solo.

Comunque siamo convinti che Parma debba avere una sua presenza nella governance di IREN, anche perché a Parma è stata realizzata da IREN una importante struttura qual è il PAIP e, pertanto, che la città, nonostante l’insipienza amministrativa precedente ed attuale, meriti comunque una adeguata rappresentanza.

Per dimostrare però che l’interesse è quello ad una partecipazione attiva e non solo interdittiva (anche perché creando ostacoli possono perdere di valore le stesse azioni delle quali il Comune è titolare e che hanno portato, come distribuzione di utili, un po’ di ossigeno nelle casse comunali) il Comune di Parma dovrebbe dichiarare e pretendere:

1)   che il compenso di tutti gli amministratori, incluso quello dell’attuale Vice Presidente Bagnacani, venga drasticamente ridotto;

2)   la nomina di amministratori indipendenti e non in conflitto di interessi;

3)   l’eliminazione delle diverse società operative, che ben potrebbero diventare delle divisioni dell’unica società, e ciò anche per ridurre i costo dei diversi consiglieri di amministrazione (incluso Raphael Rossi che sembra – poichè non ci risulta che la circostanza sia stata smentita – si faccia rimborsare da IREN Ambiente anche i costi dell’aereo per recarsi a svolgere l’incarico quale consigliere di amministrazione);

4)   la definizione di un piano industriale, con elementi qualificanti, ponendo agli amministratori e dirigenti l’obiettivo della sua realizzazione nel triennio di nomina, ancorando a detta realizzazione anche i “bonus” per i vari dirigenti;

5)   che le economie realizzabili sulla base del piano industriale vadano obbligatoriamente per una parte significativa non in utili da distribuire, ma in riduzione delle tariffe che i cittadini sono chiamati a pagare.

Così operando si dimostrerà nei fatti, non solo a parole, che si discute non già di “poltrone”, ma di ben altro e di argomenti ben più importanti.

Si afferma quanto sopra anche perché l’attuale amministrazione, pur criticando (giustamente) l’attuale sistema comunale della partecipate in realtà le ha quasi tutte tenute in piedi, limitandosi a cambiare buona parte degli uomini che siedono sulle relative poltrone, ma mantenendo per lo più i precedenti emolumenti che, pertanto, continuano a gravare sulle tasche dei parmigiani.

Non vorremmo che “tutti cambi perché nulla cambi”.

Cosa ha infatti impedito al Comune di procedere, ad esempio, quantomeno alla incorporazione di Infomobility in Parma Infrastrutture?.

Speriamo che il Comune voglia chiarire “se e quando” spariranno tante inutili partecipate, facendo altresì cessare il profluvio di consulenze e rimborsi chilometrici sui quali dopo una interpellanza è poi calato il silenzio.

Le tasche dei cittadini di Parma ne potranno beneficiare e questo, soprattutto in momenti di crisi, è fondamentale.

Associazione Millecolori