SCUOLA EUROPEA: ADESSO BASTA!!!

SCUOLA EUROPEA: ADESSO BASTA!!!

E’ da quasi tre anni che il lavori della Scuola Europea sono fermi, ed è da quasi tre anni che i cittadini di Parma vengono presi in giro.

Oltre 18 mesi fa (16/4/2014), dopo aver vanamente atteso, come tutti, l’imminente ripresa dei lavori più e più volte promessa, avevamo diffidato STU Authority spa (diffida inviata anche al Sindaco) a prendere tempestivamente le decisioni per la sollecita ripresa dei lavori ed avevamo segnalato che in caso di ritardi eccessivi la legge prevedeva e prevede espressamente come agire.

Oggi apprendiamo che, non si sa bene per quale “ragion di Stato”, anziché risolvere il contratto ed incamerare i soldi della fideiussione (con i quali si sarebbero potuti completare i lavori) si è preferito dar corso ad un semplice recesso unilaterale del contratto e che sarebbe in corso un accertamento tecnico preventivo che invece avrebbe potuto evitarsi se si fosse risolto il contratto e fatto quanto previsto dagli artt. 136 e seg. D. L.vo n. 163/2006; non si hanno inoltre notizie sul fatto che la fideiussione a garanzia sia stata escussa o meno, ed in caso positivo che destinazione abbiano avuto queste somme.

In sostanza ancor oggi tutto è in un clima di assoluta indeterminatezza e la scuola mai terminata continua a degradare, monumento alla megalomania dei precedenti Amministratori e all’insipienza degli attuali.

Riteniamo che la città sia veramente stanca di qualche post o tweet autocelenratorio e di un sostanziale immobilismo sui reali problemi amministrativi.

Medesime considerazioni valgono per il Ponte Nord, dove sono stati spesi dall’Amministrazione Pizzarotti ulteriori 800.000,00 euro per installare le vetrate, senza sapere e dire niente sulla sua destinazione.

In questo contesto le sbandierate autoriduzioni delle indennità per Sindaco ed Assessori si dimostrano esclusivamente demagogiche: se chi ci amministra avesse fatto e facesse gli interessi della città meriterebbe e farebbe guadagnare ben più del doppio dell’indennità di Legge, ma purtroppo non è così.

L’impressione è che il Sindaco sia più attento a curare la propria immagine pubblica al di fuori dei confini cittadini, forse per garantirsi la permanenza nella casta della politica, che ai problemi reali della città, salvo autocelebrarsi per i premi ricevuti sulla gestione dei rifiuti (sic!) e sulla sua efficienza nell’istallazione di rastrelliere e panchine, quasi che fosse un nuovo Marino-Crozza.

Scuola europea: adesso basta!

Finalmente, a seguito dell’azione dei parlamentari parmigiani, sembra si stia aprendo uno spiraglio per il completamento della Scuola Europea.

E’ da quasi tre anni che il lavori sono fermi, ed è da quasi tre anni che i cittadini di Parma vengono presi in giro.

Oltre 18 mesi fa (16/4/2014), dopo aver vanamente atteso, come tutti, l’imminente ripresa dei lavori, più e più volte promessa, avevamo diffidato STU Authority spa (diffida inviata anche al Sindaco) a prendere tempestivamente le decisioni per la sollecita ripresa dei lavori ed avevamo segnalato che in caso di ritardi eccessivi la legge prevedeva e prevede espressamente come agire.

In questi giorni, dalla stampa locale, abbiamo appreso che:

a)    non si sa bene per quale “ragion di Stato”, anziché risolvere il contratto ed incamerare i soldi della fideiussione (con i quali probabilmente si sarebbero potuti completare i lavori) si è preferito dar corso ad un semplice recesso unilaterale dal contratto;

b)    sarebbe in corso un accertamento tecnico preventivo (che è una perizia che, prima di iniziare una causa, esegue un tecnico nominato dal Tribunale per descrivere lo stato dei lavori, con la conseguenza che fino a quando tale accertamento è in corso nessuno può “toccar mattone”).

Tali notizie ci hanno destato non poca meraviglia, perché se si fosse risolto il contratto si sarebbero potuti evitare i tempi ed i costi dell’accertamento tecnico preventivo (perché la descrizione dei luoghi e dei lavori è disciplinata con procedura celere dagli artt. 136 e seg. D. L.vo n. 163/2006 – proprio per consentire la veloce ripresa dei lavori) e si sarebbero potuti rapidamente incassare i soldi della fideiussione per utilizzarli per il tempestivo completamento dei lavori. Non è stato invece possibile sapere se la fideiussione a garanzia è stata escussa o meno, ed in caso positivo che destinazione hanno avuto tali somme (il silenzio ci induce a pensare che i soldi della fideiussione non siano stati incassati, con grande gioia di chi quella fideiussione aveva prestato).

In concreto l’attuale amministrazione in 3 anni nulla ha fatto, lasciando degradare la non terminata scuola, quale monumento alla megalomania dei precedenti Amministratori e all’insipienza degli attuali.

Riteniamo che la città sia veramente stanca di qualche post o tweet autocelebratorio e di un sostanziale immobilismo sui reali problemi amministrativi.

Medesime considerazioni valgono per il Ponte Nord, dove sono stati spesi dall’Amministrazione Pizzarotti ulteriori 800.000,00 euro per installare le vetrate, senza sapere e dire niente sulla sua destinazione. Su queste cose neppure un tweet!!!

In questo contesto le sbandierate autoriduzioni delle indennità per Sindaco ed Assessori si dimostrano esclusivamente demagogiche: se chi ci amministra avesse fatto e facesse gli interessi della città per noi potrebbe percepire anche più del doppio dell’indennità di Legge.

Purtroppo non è così, e l’impressione è che il Sindaco sia più attento a curare la propria immagine pubblica al di fuori dei confini cittadini, forse per garantirsi la permanenza nella casta della politica, che ai problemi reali della città, salvo autocelebrarsi per i premi ricevuti sulla gestione dei rifiuti (sic!) e sulla sua efficienza nell’istallazione di rastrelliere e panchine, quasi che fosse un nuovo Marino-Crozza.

Speriamo che l’azione dei parlamentari parmigiani riesca a supplire il più possibile alle inerzie-incapacità della locale amministrazione.

AREA VASTA: RIGUARDA TUTTI NOI! NESSUN DORMA!!!

AREA VASTA: RIGUARDA TUTTI NOI!

NESSUN DORMA!!!

 

Il tema della cd AREA VASTA riguarda la vita dei territori nei prossimi 20-30 anni. Non è questione solo per gli addetti ai lavori ma riguarda tutti noi.

Millecolori cercherà quindi di incalzare i nostri rappresentanti nelle istituzioni affinchè il nostro territorio non venga penalizzato per i prossimi 20-30 anni.

C’è però bisogno del contributo di tutti.

Oggi e con i prossimi interventi cercheremo di spiegare cos’è l’area vasta e la sua  importanza.

AREA VASTA: con la prossima abrogazione delle Provincie (che spariranno solo dopo la definitiva approvazione della legge costituzionale che le elimina dalla Carta costituzionale) i territori saranno articolati tra Regioni e Comuni.

Non è previsto ente intermedio (il che, tra l’altro, comporterà, in particolare per i piccoli Comuni, grandi difficoltà nel rappresentare e far valere le necessità dei diversi territori).

Occorre tenerlo presente perché lo Stato e la Regione finanziano anche i territori, e ciò fanno con le somme che tutti noi cittadini versiamo con le tasse.

Siccome i territori, per fortuna, non sono isolati e le questioni vanno viste in una dimensione più ampia rispetto a quella comunale, è necessario individuare ambiti territoriali ampi dove concentrare i finanziamenti per promuovere lo sviluppo economico di quei territori.

Territori ampi possono promuovere iniziative rilevanti e su quelle far convergere i finanziamenti statali, regionali ed ancor più europei.

Più il territorio è piccolo minori sono le possibilità di pensare e proporre iniziative interessanti per la collettività e quindi minori sono le possibilità di ottenere finanziamenti.

QUALE AREA VASTA PER PARMA?

Tra gli addetti ai lavori si stà discutendo su quali sono le aree vaste più idonee a livello regionale.

Si stà ipotizzando per Parma l’area vasta unitamente a Piacenza.

Ma questo sarebbe un grave danno perché Piacenza ha un sistema relazionale  prettamente lombardo e, pertanto, è più orientata a dialogare con quella realtà rispetto a quella emiliana.

La conseguenza sarebbe che le proposte sarebbero più rivolte al territorio lombardo e, ovviamente, minori sarebbero le risorse finanziarie di provenienza dalla Regione Emilia Romagna, salvo intese tra le 2 regioni (Lombardia ed Emilia), il che però complicherebbe il percorso.

E’ quindi necessario che l’area vasta includa anche Reggio Emilia e, se possibile, anche Modena.

Con questi territori molte sono le possibilità di interagire nei diversi settori quali: agroalimentare, meccanica, università e ricerca, reti infrastrutturali, poli logistici, sistema fieristico, sistema teatrale.

Le proposte e le iniziative potrebbero essere molteplici e le possibilità di finanziarli aumenterebbero notevolmente. Si tratta di lavorare per questo!

D’altronde già adesso per i servizi pubblici il territorio comprende Piacenza, Parma, Reggio Emilia.

Sarebbe difficilmente spiegabile perché per quei servizi va bene un certo territorio mentre per il resto NO.

Sarebbe un caso di “geometria variabile” ben difficilmente giustificabile!!!

E’ invece necessario “ricentralizzare” Parma ed il suo territorio all’interno di un’area vasta che sia in grado, contemporaneamente, di costituirne bacino di utenza e sistema relazionale efficace per affrontare la competitività territoriale con i sistemi più avanzati a scala europea.

Se c’è una cosa infatti che, come città, non possiamo permetterci è quella di rinunciare a produrre “attrattività” nei confronti dell’esterno.

Non possiamo e non dobbiamo dimenticare che ci collochiamo in un quadro di competizione territoriale con altri sistemi che può essere vincente solo se non perdiamo qualità urbana e non abbassiamo le nostre capacità “ricettive” di funzioni rare e qualificate.

In altri termini se non rinunciamo a “modernizzarci”, anche valorizzando le caratteristiche più distintive del nostro modello sociale, culturale e territoriale.

Ovvio che in questo contesto (nazionale ed internazionale) dobbiamo fare operazioni di selezione di opere ed interventi che in un recente passato non si è ritenuto necessario fare, ma il posizionamento che il territorio di Parma ha oggi nel sistema medio-padano, regionale ed interregionale non deve scendere di livello, ma anzi restare saldamente ancorato a quella “banana” di sviluppo disegnata sulle cartografie geo-economiche europee che si estende da Bologna a noi.

Ci può aiutare, in questo senso, anche il recupero di una maggiore integrazione di funzioni e servizi con alcune città ed aree urbane limitrofe (Reggio Emilia, Piacenza, ma anche Modena a livello regionale, Mantova, Spezia, Cremona a livello interregionale) con le quali abbiamo la possibilità di dividerci bacino di utenza per servizi di alto livello (aeroporto, fermata medio-padana, intersezione asse viario e ferroviario nord-sud ed est ovest a livello nazionale, università, sistema sanitario etc.) e specializzazioni produttive con bassi tempi e costi di spostamento.

Un discorso a parte merita l’Università.

Fiore all’occhiello di Parma, con appendici di pregio come la Scuola Europea, completata con una ricca infrastrutturazione al Campus, oggi deve probabilmente pensare ad un’integrazione se non accorpamento con Università vicine che ne privilegi la specializzazione, anche selezionando facoltà ed indirizzi, verso un più elevato livello qualitativo dei corsi piuttosto che ad una generalizzata espansione orizzontale degli insediamenti.

Questa è la strada migliore anche per potersi garantire una seria competitività a livello europeo come area medio-padana. Come ci insegna anche la nostra storia infatti, le maggiori occasioni di acquisizioni di finanziamenti comunitari a favore dello sviluppo del nostro territorio sono arrivate attraverso la proposizione di progettualità di ampio respiro, in cui siamo riusciti ad ottenere, sulla base della nostra centralità geografica e relazionale, sedi di prestigio ed infrastrutture di rilievo grazie alla baricentricità della nostra localizzazione rispetto al bacino di utenza potenziale di riferimento di queste progettualità.

Quando invece siamo stati relegati in un ruolo “periferico” le occasioni di finanziamento si sono perse o irrimediabilmente rarefatte .

Iniziamo a parlarne a voce alta e non nei ristretti salotti, tanto più che, purtroppo, la città di Parma non ha al suo vertice persone adeguate al ruolo.

Lavoriamoci tutti insieme per assicurare il futuro del nostro territorio.

Non dormiamoci sopra!!!

Parma, 30 ottobre 2015

Associazione Millecolori

TI-BRE: NON E’ UNA PARTITA DI CALCIO!!!

TI-BRE: NON E’ UNA PARTITA DI CALCIO!!!

 

In questi giorni è iniziato un aspro confronto, a suon di comunicati stampa, tra pro e contro la TI-BRE, e questo dopo che la Regione Emilia Romagna avrebbe stabilito di non ricomprendere più questa opera tra le priorità strategiche.

A parte il criticabile metodo della Regione, che avrebbe deciso questo senza un profondo e serio confronto con i territori (ma questo discende anche dal fatto che “Parma” ha complessivamente “dormito” mentre il rispetto e la considerazione nessuno li regala perchè si conquistano con la presenza politica e la bontà della proposta), chiediamo che il confronto tra i fautori dell’una e dell’altra posizione avvenga sulla base di elementi e dato chiari, a quanto ci risulta, nessuno ha ancora avuto la bontà di fornire a chi desidera farsi una sua opinione sull’opportunità o meno dell’opera:

Chiediamo questo affinché la scelta non sia frutto di posizioni preconcette (quelle le lasciamo ai tifosi) ma la conseguenza di una riflessione consapevole, dopo aver valutato pro e contro.

Noi riteniamo importanti due dati:

A) DATI AMBIENTALI: come noto il principale fattore di inquinamento della nostra zona è rappresentato dall’autostrada A1.

Oggi molti veicoli (soprattutto merci) la percorrono passando da Parma fino a Modena per poi collegarsi alla Brennero.

La realizzazione della TI-BRE alleggerirebbe questo traffico?

A seguito della realizzazione della TI-BRE quanti veicoli in meno utilizzerebbero la A1 e, pertanto, quanto minore sarebbe l’inquinamento oggi concentrato in quel tratto autostradale?

E’ un dato che purtroppo non abbiamo letto da nessuna parte ma che crediamo che, al fine della proclamata tutela della salute, sarebbe importante fornire ai cittadini di Parma.

Diversamente qualcuno dovrebbe indicare (non solo a parole ma con atti concreti) qual è la politica trasportistica che propone per ridurre (o meglio ridistribuire) il traffico oggi concentrato sulla A1. Se alla soppressione della TI-BRE si dovesse accompagnare una politica nazionale dei trasporti (non a parole bensì nei fatti) che (da nord a sud e da ovest ad est) obbligasse le merci a viaggiare su rotaia anziché su gomma la TI-BRE diventerebbe davvero un’opera, se non superflua, sicuramente non strategica e, pertanto, di certo non prioritaria

Come si vede la questione ambientale è un po’ più complessa perché non sempre è valida l’equazione “nuova opera = scempio ambientale”.

B) DATI ECONOMICI: fino ad ora sono stati forniti solo dati economici connessi alla sola realizzazione dell’opera edilizia.

Si tratta di una visione ristretta perché gli stessi risultati si otterrebbero utilizzando quelle risorse per altre opere, ad esempio, di tutela idrogeologica del nostro devastato territorio.

Quelli che non sono stati illustrati sono gli eventuali benefici economici per le imprese dei territori interessati e di Parma in particolare, derivanti da tale eventuale collegamento.

Questo per noi sarebbe un dato di grande rilevanza che, purtroppo, ad oggi non ci risulta sia stato fornito con il supporto di adeguati studi che non crediamo non vi siano.

Riteniamo che solo conoscendo anche i questi dati sia possibile operare una corretta valutazione del rapporto costi e benefici, abbandonando la logica del mero tifo di bandiera, ovvero dei massimalismi contrapposti.

A nostro avviso una riflessione così condotta, e quindi considerando anche detti elementi, potrebbe portare a decisioni che, senza atteggiamenti dogmatici, siano in grado di correttamente rispondere agli  interessi complessivi delle popolazioni.

Speriamo che questi dati vengano forniti non tanto a noi ma al “popolo degli amministrati”.

Parma, 16 ottobre 2015

Associazione Millecolori

 

TARIFFE SERVIZIO IDRICO : PERCHE’ QUALCUNO DORME???

TARIFFE SERVIZIO IDRICO : PERCHE’ QUALCUNO DORME???

Ricostruendo un po’ di storia dell’inceneritore e delle NON azioni del Comune di Parma, ci siamo interrogati sulla possibile esistenza di un patto non dichiarato tra IREN e Comune di Parma (questione schema A7 e non solo), ancor più dopo aver letto di una donazione liberale di IREN al Comune di Parma per oltre € 700.000,00, e cioè quello stesso Comune che, per anni, ha omesso di riscuotere circa € 2.000.000,00 di oneri di urbanizzazione per la realizzazione del forno (attività posta in essere solo di recente dopo che l’Autorità Anticorruzione aveva “bacchettato” il Comune) e che si è dimenticato che IREN, per patto contrattuale, prima di avviare il forno aveva l’obbligo di realizzare le schema fognario A 7.

In attesa che il Comune di Parma informi i cittadini sui maggiori costi della scellerata raccolta differenziata e ci spieghi quindi perché a Reggio Emilia la tariffa rifiuti è molto più bassa rispetto a Parma (forse a Reggio Emilia spendono molto meno per la raccolta?) abbiamo cercato di approfondire la questione analizzando anche altri settori che caratterizzano il rapporto Comune – IREN, in particolare il servizio idrico.

Poiché il Sindaco ed il suo Assessore si cimentano solo con l’acqua minerale (la fontanella di via Bizzozzero è sempre inattiva) e si dimenticano completamente del servizio idrico abbiamo inviato ad ATERSIR (il testo viene riportato di seguito) una richiesta al fine di cercare di verificare se i cittadini di Parma (e non solo) in questi anni, con la bolletta, hanno pagato e stanno pagando anche opere non realizzate.

Se poi il Comune, dotato di ben altri mezzi rispetto a noi, vorrà pubblicamente chiarire quali azioni avrebbe posto in essere per ottenere la concreta realizzazione anche solo di talune delle opere indicate nella nostra richiesta (quantomeno quelle che interessano direttamente il nostro territorio), saremmo felici di tale improvviso risveglio quantomeno per cercare di fugare i sospetti di quel tacito accordo che potrebbe invece trovare conferma non solo nella donazione liberale di IREN (740.000,00?) per i distretto del Cinema (ed altro), ma anche nel protratto pisolo sulle nostre bollette ed ancor più nella mancata realizzazione di importanti opere ambientali. Speriamo nel risveglio, anche solo per non rendere vano il recente incontro in Vaticano.

Anche se c’è molto caldo….l’invito è: SVEGLIA!!!!

Parma, 28 luglio 2015

Associazione Millecolori

Parma, 20 luglio 2015

Spett.le  ATERSIR EMILIA ROMAGNA

 dgatersir@pec.atersir.emr.it

 Oggetto: istanza accesso atti su tariffa servizio idrico ed interventi non eseguiti

I sottoscritti ing Giovanni Borrini (res. in Montechiarugolo, via Montepelato Nord n. 2/b, con studio in Parma, b.go G. Tommasini n. 20) ed avv. Massimo Rutigliano (res. in Parma, via Bixio n. 5, con studio in Parma, b.go S. Brigida n. 1),

premesso

A)      che agli scriventi risulterebbe che le tariffe per il servizio idrico siano state determinate considerando i costi di realizzazione di molteplici interventi, tra i quali:

a)      Traversetolo-Neviano-Monticelli;

b)      Schema A6 Viarolo Montepascolo;

c)      Raddoppio impianto Monticelli;

d)      Collegamento Corcagnano a Parma Est;

e)      Schema A7;

B)       che agli scriventi risulta che detti interventi non siano ancora stati realizzati mentre le tariffe applicate ai cittadini, ivi inclusi i sottoscritti, sarebbero state determinate considerando i relativi costi realizzativi;

C)      che se ciò fosse vero è evidente che è stato chiesto ai cittadini un esborso non dovuto

CHIEDONO

A)       di poter visionare gli atti che hanno portato alla determinazione della tariffa del servizio idrico ed in particolare l’elenco degli interventi considerato per detta determinazione con le relative stime;

B)       i provvedimenti assunti da ATERSIR a seguito dell’eventuale mancata esecuzione degli interventi che sono stati considerati al fine della determinazione della tariffa.

A seguito dell’esercizio del diritto di visione gli scriventi si riservano di formulare richiesta di copia degli atti ritenuti rilevanti.

Al fine del diritto di accesso si rileva che:

a)        lo stesso riguarda anche informazioni ambientali (il che rileva ex D.L.vo n. 195/2005) posto che si tratta di interventi di indubbio rilievo ambientale che i cittadini hanno contribuito a pagare corrispondendo al gestore gli importi tariffari;

b)        gli scriventi quali soggetti tenuti al pagamento hanno interesse a conoscere la correttezza di tali determinazioni.

Si resta in attesa di riscontro e si inviano distinti saluti.

(ing. Giovanni Borrini)                                     (avv. Massimo Rutigliano)

STT : RISTRUTTURAZIONE DEL DEBITO: HASTA LUEGO AZIONI IREN !!!

STT : RISTRUTTURAZIONE DEL DEBITO: HASTA LUEGO AZIONI IREN !!!

 

Il Comune di Parma ha tenuto una conferenza stampa per celebrare l’intervenuta approvazione (in giuridichese “omologazione”), da parte del Tribunale di Parma, del piano di ristrutturazione di STT.

Il Comune si è però ben guardato dal dire una cosa essenziale, e cioè che il pagamento (previsto in modo integrale, salvo che per parte degli interessi) dei creditori di STT e sue partecipate è stato garantito dall’eventuale vendita di oltre 52 milioni di azioni IREN che oggi valgono oltre 62 milioni di euro. 

Sintetizzare e rendere “didascalico” un piano complesso è difficile.

Concentriamoci sull’essenziale:

a)    il piano prevede il pagamento integrale dei creditori – per lo più le Banche – anche mediante nuovi finanziamenti da parte di alcune delle banche creditrici;

b)    i soldi per detti pagamenti (e per il rimborso dei nuovi finanziamenti e relativi interessi) dovrebbero ricavarsi dalla vendita di molti immobili quali l’ex mercato bestiame, l’ex macello comunale, le Stalle Maria Luigia (beni valutati ca € 21.000.000,00), il terreno di v.le Piacenza (sede Efsa) e l’impianto sportivo Quadrifoglio (per ulteriori 17 milioni circa). E’ poi prevista la permuta della Scuola Pascoli per € 3,9 milioni in favore dell’appaltatore della Scuola Europea (lavori fermi da due anni) e la cessione, per circa 3,4 milioni, delle quote comunali nella società che si occupa dell’edilizia sociale. Sin qui niente di male (a parte la rilevante opinabilità dei valori e la discutibilità delle vicende della Scuola Pascoli e dell’impianto del Quadrifoglio – ma questi saranno temi che affronteremo in altre occasioni);

c)    quello che è più rilevante è il fatto che qualora dalla vendita di tali beni non dovesse ricavarsi una somma sufficiente a rimborsare i creditori (il che è sostanzialmente certo, come confermato dagli esperti che hanno certificato – in giuridichese “attestato” – il piano) la differenza di valore verrà colmata dalla progressiva (fino al 2018) vendita delle azioni IREN.

La risultante di tutto questo è che il Comune con tale piano ha previsto di rimborsare ai creditori (per lo più le Banche) l’intero loro credito vendendo (oltre a tanti beni immobili) il patrimonio (azioni IREN) accumulato da intere generazioni di parmigiani e che assicuravano alla collettività parmigiana diversi milioni di euro (i dividendi IREN) che venivano utilizzati per la spesa corrente (servizi sociali in primis).

La conseguenza è che, in particolare dal 2017 in poi, tali entrate verranno meno.

Il 2017 è una pura coincidenza visto che nella primavera del 2017 si voterà? Secondo noi NO! In ogni caso la sostanza è che tali minori introiti se li ritroverà “chi verrà”!!!

Se poi si vanno a guardare nel dettaglio alcune partite ci si avvede che STT ha deciso di accollarsi i debiti di altre società partecipate. Ovviamente anche il pagamento di tali debiti è garantito dalla vendita delle azioni IREN.

La sostanza è che:

a)   i creditori (per lo più le Banche) ringraziano;

b)  i parmigiani, che già piangono, ancor più piangeranno dal 2017 in poi ma tanto, come si dice in politichese, “saranno cavoli di chi verrà”, intanto io (e l’io si riferisce al Pizza) non faccio la figura di aver venduto, “io”, le azioni IREN.

I vizi della vecchia politica si imparano in fretta mentre i pregi della buona politica “non si è ancora riusciti ad impararli”.

Hasta luego azioni IREN!!! Hasta pronto capitan Schettino!!!

Parma, 16 luglio ’15

Associazione Millecolori

NESSUN DORMA…”MA MI FACCIA IL PIACERE” DIREBBE TOTO”!!!

NESSUN DORMA…”MA MI FACCIA IL PIACERE” DIREBBE TOTO”!!!

 

Sabato contro l’inceneritore si terrà la manifestazione “Nessun dorma!!!”.

Noi troviamo del tutto ridicolo che questo sia lo slogan lanciato dal Sindaco Pizzarotti (da noi da tempo definito “pisolo ridens”) e dall’Assessore Folli proprio considerando i loro superpisoli sul tema inceneritore, tra i quali:

1)  il non spiegato “pisolo” sullo schema A7 che, per contratto, IREN avrebbe dovuto realizzare prima dell’avvio dell’inceneritore. Il Comune di Parma, per l’appunto, ha invece dormito (se per dolo o per colpa non stà a noi dire…anche se abbiano le nostre opinioni al riguardo) non chiedendo ad IREN il rispetto di quell’obbligo contrattuale che IREN aveva assunto anche nei confronti del Comune di Parma (contratto del 30/10/2008);

2)  il non spiegato “pisolo” al fine della concreta riscossione degli oneri di urbanizzazione. Il Comune infatti si è svegliato solo dopo essere stato  bacchettato dall’Autorità Anticorruzione (delib. n. 14 del 4/2/2015 dell’Autorità);

3)  il protratto “pisolo” sulla questione agibilità dell’impianto. Infatti il Comune, dopo aver indetto le conferenze dei servizi per la verifica dell’agibilità provvisoria, è stato colpito da un sonno lungo e profondo, facendo in modo che l’agibilità provvisoria divenisse definitiva (art. 22 L. reg. n. 31/2002).

Pisoli dolosi o colposi?

Noi siamo convinti che si tratti di 3 pisoli talmente eclatanti che ben possono indurre a pensare che mentre si urlava e si urla ai 4 venti contro l’inceneritore in realtà vi sia stato e vi sia un non dichiarato accordo con IREN del tipo: “io urlo contro l’inceneritore, tu però fai quello che vuoi tanto io darò la colpa agli altri e, in cambio, tu mi farai fare bella figura con la differenziata (che poi, così come organizzata, bella figura proprio non è!!!!)!!!

Non riteniamo invece che nell’accordo siano rientrate anche le poltrone per Bagnacani e Rossi, ovvero gli incarichi a Rossi (rimborsi voli aerei inclusi).

Siamo d’accordo…nessun dorma!!!

Nessuno dorma e guardi attentamente i fatti veri e reali che sono ben diversi dalle favole di capitan Pizza.

Parma, 10 luglio ’15

Associazione Millecolori

RIFIUTI:QUANTA IPOCRISIA!!!!

RIFIUTI:QUANTA IPOCRISIA!!!!

 

Iren ha presentato la domanda per ampliare la quantità di rifiuti da smaltire all’inceneritore da 130.000 ton/anno a 190.000 ton/anno.

Lo ha fatto perché l’art. 35 del decreto Sblocca Italia ha previsto la possibilità di arrivare fino al massimo carico termico tecnicamente possibile, previa verifica della compatibilità ambientale che è quello che richiede IREN.

Proviamo a ragionare, partendo dai dati di fatto storici e verifichiamo poi le diverse responsabilità:

FATTI (risultanti da atti ufficiali reperibili da tutti)

A)   quando l’impianto è stato autorizzato, Parma priva di impianti di trattamento rifiuti e portava i propri rifiuti altrove pagando un maggior prezzo;

B)   quando l’impianto è stato autorizzato la battaglia è stata “forno SI” o “forno NO”, non già “forno SI…ma più piccolo”;

C)   quando l’impianto è stato autorizzato per legge il bacino di riferimento per i rifiuti urbani era quello provinciale; la Provincia ha esteso il divieto di smaltimento di rifiuti extra provinciali anche ai rifiuti speciali;

D)   nel frattempo il bacino provinciale è divenuto regionale, ma il divieto di smaltimento di rifiuti extra provinciali è rimasto;

E)   IREN, nel silenzio dei più, ha cercato di smaltire anche rifiuti speciali extra provinciali (di provenienza reggiana), la Provincia ha eseguito dei controlli ha diffidato IREN che ha fatto causa e l’ha persa;

F)    quando il voto del Comune di Parma era determinante (in virtù dei patti di sindacato) avevamo invitato il Comune di Parma a pretendere che nel piano industriale venisse previsto il divieto di smaltimento a Parma di rifiuti extra provinciali; purtroppo il Comune ha fatto orecchie da mercante, preferendo aggiudicarsi le poltrone di Bagnacani e Rossi;

G)   il Comune di Parma inizialmente aveva negato all’impianto l’agibilità affermando che non era il Comune che doveva esprimersi; IREN ha fatto causa e sia il TAR che il Consiglio di Stato hanno ritenuto che era il Comune tenuto a decidere sull’agibilità; nonostante tali decisioni il Comune non si è mai pronunciato abdicando al proprio potere-dovere di esprimersi; l’agibilità da provvisoria è quindi divenuta definitiva a seguito di tale inerzia comunale;

H)   dopo le interpellanze del consigliere comunale Massimo Iotti il Comune è stato obbligato a chiedere ad IREN di pagare gli oneri di urbanizzazione per la realizzazione dell’impianto; IREN ha fatto causa senza chiedere la sospensiva ed il Comune nulla ha fatto per riscuotere in concreto tali oneri; l’Autorità Anticorruzione ha bacchettato l’inerzia del Comune che, speriamo, nel frattempo abbia incassato questi oneri (linfa importante per l’asfittico bilancio comunale);

I)     nel frattempo il decreto Sblocca Italia ha previsto che tutti gli impianti di smaltimento, se funzionali al recupero energetico (quindi termovalirizzatori), debbono essere autorizzati per funzionare al massimo carico termico e possono ricevere rifiuti anche da fuori Regione. In tal caso il gestore deve corrispondere alla Regione un importo di € 20,00 per ogni tonnellata di rifiuto indifferenziato di provenienza extra regionale;

L)    in questi giorni IREN ha presentato la relativa domanda dopo che la Provincia di Parma, sin dal settembre 2014, aveva chiarito che l’eventuale incremento della quantità di rifiuti smaltibili nonché la loro provenienza extra provinciale avrebbe comportato l’avvio di una nuova procedura di VIA (posizione poi fatta propria dalla Regione).

Fin qui i fatti.

Vediamo quindi le “colpe” in ordine cronologico:

1)    la prima colpa è sicuramente aver autorizzato un impianto sovradimensionato rispetto ai quantitativi prodotti nell’ambito provinciale, non considerando l’incremento di differenziazione già in atto;

2)    la seconda colpa è di chi ha preferito impostare una demagogica campagna assolutista “forno NO” anziché concentrare l’attenzione sul dimensionamento (è chiaro…politicamente paga dire No non già SI ma più piccolo);

3)    la terza colpa è quella di aver illuso la gente con fantomatici cinesi e/o olandesi che mai hanno contattato IREN per acquisire l’impianto;

4)    la quarta colpa è di chi, quando poteva (il suo voto era determinante), ha mercanteggiato le poltrone di Bagnacani e Rossi e non già l’obbligo di non portare a Parma rifiuti extra provinciali;

5)    la quinta colpa è di chi, dopo aver sbandierato ai 4 venti inesistenti abusi, ecc, ha poi omesso di:

a)  pronunciarsi sull’agibilità lasciando consolidare quella provvisoria;

b)  attivarsi concretamente per riscuotere gli oneri della concessione (circa € 1.000.000,00 ??);

6)    la sesta colpa è del governo Renzi che, per sottrarre l’Italia ad ulteriori sanzioni UE per i rifiuti napoletani, ha sostanzialmente imposto che gli impianti esistenti viaggino a pieno regime;

7)   la settima colpa è quella del Comune di Parma che non ha mai reso noti i dati di quanto costa in più l’attuale sistema di raccolta dei rifiuti, tant’è che l’Assessore Folli ad aprile, nell’annunciare la nuova raccolta serale, aveva dichiarato che ancora non aveva il piano economico finanziario, con ciò confessando di aver deciso qualcosa senza valutare i costi; Assessore Folli oggi li conosce? Perché non li rende pubblici?

8)  l’ottava colpa è quella di Atersir (agenzia regionale che è preposta a determinare i costi di smaltimento) che ci risulta abbia determinato il costo dello smaltimento considerando anche costi non dovuti, come rilevato dall’Autorità Anticorruzione.

Perché Atersir non rende pubblici quali costi ha considerato per poi determinare il costo di smaltimento?

Attendiamo che anziché strombazzare proclami ai quattro venti le carte vengano rese pubbliche per consentire ai cittadini di comprendere perché pagano una certa somma.

Infine, poiché sembra che prossimamente i rifiuti proverranno anche da Genova (oltre che da Reggio Emilia, con buona pace dei proclami dell’Assessore reggiano Tutino), chiediamo ai consiglieri regionali che gli € 20/tonnellata previsti dal deprecabile (sul punto) decreto Sblocca Italia vengano attribuiti al nostro territorio e non già ad altri. Tali somme ben potrebbero essere utilizzate per ripristinare i cassonetti (dotandoli di lettore ottico e, ove possibile, interrati) ove i cittadini possano portare i rifiuti differenziati con ciò eliminando:

–       lo scempio ambientale attuale;

–       i maggiori costi di questa scellerata modalità di raccolta;

Il sistema sarebbe semplice, il cassonetto con lettore ottico leggerebbe chi ha portato il rifiuto ed il sacchetto (se dotato di codice a barre) consentirebbe poi di individuare chi, eventualmente, ha posto nel cassonetto materiale non conforme (non per sanzionare ma per migliorare), cosa che l’attuale sistema neppure consente visto che i contenitori esposti sulla strada ben possono essere oggetto di immissioni esterne, con buona pace della proclamata “vigilanza sanzionatoria”.

Parma, 29 maggio ’15

Associazione Millecolori

Chi paga e quanto?

Leggiamo sul quotidiano locale di martedì che sono state stabilite dall’assessore Folli una serie di modifiche al piano raccolta rifiuti porta a porta, tra le quali la più significativa è lo spostamento dei passaggi dalla mattina alla tarda serata ed alla notte.

Le motivazioni di questo spostamento sono generalmente condivisibili, specie per quanto concerne la maggiore velocità di spostamento dei mezzi per il minor traffico e la riduzione dell’inquinamento.

Ciò che però desta una certa apprensione è il fatto che Folli ha preannunciato che queste modifiche comporteranno un aumento dei costi, ad oggi non definito perché il piano finanziario è in fase di perfezionamento.

La leggerezza in questa dichiarazione è intollerabile: l’assessore dispone l’attivazione di nuovi servizi senza specificare i costi aggiuntivi, perché tali costi saranno ricaricati sulla Tari (la tassa rifiuti), quindi graveranno direttamente sul cittadino senza intaccare il bilancio comunale.

Già in fase di introduzione della raccolta porta a porta, risalente alla precedente amministrazione, non si è data alcuna informazione sui costi di questa tipologia di smaltimento rispetto a quella tradizionale (i cassonetti rottamati); oggi si interviene nuovamente preannunciando costi aggiuntivi, ma senza specificarne l’ammontare.

Non sembra che questo modo di procedere sia coerente con quei principi di trasparenza e partecipazione sempre sbandierati, ma di fatto mai applicati alle tematiche che contano.

Sarebbe opportuno che Folli rendesse pubblici i conteggi relativi ai costi di smaltimento attuali, magari raffrontati con quelli della raccolta tradizionale, nonché i costi aggiuntivi derivanti dalla annunciata raccolta “serale”.

Non si discute sul fatto che condotte “ambientalmente” corrette comportino maggiori costi rispetto a sistemi di raccolta indifferenziati, ma ciò che il cittadino deve conoscere è quanto sono questi costi aggiuntivi, anche per raffrontarli con quelli di sistemi alternativi adottati da altre amministrazioni.

Al proposito non sembra un caso che anche a Parma si intendano introdurre punti di raccolta controllati, ove e possibile conferire le varie tipologie di rifiuti senza condizionamenti di orari.

Probabilmente questo sistema, previsto come complementare al porta a porta nelle zone tra le tangenziali ed i viali, potrebbe essere, in alternativa a quello oggi adottato, il più idoneo per la raccolta nel Centro Storico, con sensibili riduzioni dei costi.

Tutto questo comunque potrà essere valutato una volta che si conosceranno i costi storici, attuali e previsti, anche in relazione alle annunciate differenziazioni della Tari in funzione delle quantità di rifiuti indifferenziati prodotti, in merito alle quali non si è ben compreso come sarà strutturato il sistema di tariffazione.

In conclusione, ben vengano tutti gli aggiustamenti che portano a miglioramenti dei servizi di raccolta per i cittadini, ma queste devono essere valutate in un ottica costi-benefici che consideri anche, ma non solo, gli aspetti ambientali.

Trasparenza e partecipazione si misurano su queste questioni, piuttosto che su assemblee guidate e statuti propagandistici.

Associazione Millecolori

 

PIZZAROTTI : PARTECIPATE….AMORE MIO!!!

Il Comune di Parma ha sbandierato ai 4 venti la volontà di costituire una nuova società partecipata per la raccolta dei rifiuti.

Ragioniamo un attimo.

La nuova società non dovrebbe occuparsi dello smaltimento dei rifiuti bensì solo e soltanto della loro raccolta (presumiamo anche dello spazzamento delle strade) per poi avviarli al recupero ed allo smaltimento che, però, dovrebbe avvenire in impianti di proprietà di altri (leggasi termovalorizzatore di Ugozzolo di proprietà di IREN).

Si tratta di una attività che oggi svolge IREN per lo più subappaltandola alle cooperative sociali.

Quale sarebbe l’utilità per la collettività per tale attività di mera manovalanza?

Poca o nessuna, a meno che non si vogliano tenere le tariffe al massimo e lucrare sul lavoro degli addetti delle cooperative, il che vogliamo escludere.

Il Comune ha affermato che la partecipazione pubblica in tale società servirebbe per  consentirebbe un miglior controllo…il che (tralasciando le facili ironie sul controllo da parte di Bagnacani) equivale a dire…cari parmigiani vogliamo pagare qualche milione di euro perché non siamo capaci di fare dei buoni capitolati d’appalto e non siamo neppure capaci di controllare il lavoro degli appaltatori. Cari sindaco ed assessore…ma se non siete capaci, anziché farci spendere tanti soldi per le vostre incapacità, perché non ve ne andate?

Il Comune ha poi detto che escluderebbe la gestione diretta oppure tramite una società solo pubblica controllata dal Comune (cd. affidamento in house) perché in tal caso sarebbe obbligato a coprire le perdite!

Questo significa che si hanno fondati timori che vi saranno delle perdite? Ma allora quale sarebbe il vantaggio per la collettività chiamata ad investire in questa società diversi milioni?

Pizzarotti e Folli su questo punto fondamentale nulla hanno detto.

Senza voler offendere i nostri permalosissimi amministratori ci permettiamo di osservare che i vantaggi rispetto ad una bella e regolare gara d’appalto ed un efficace controllo esterno sarebbero solo i seguenti:

A)  nuovi consigli di amministrazione e collegi sindacali con le correlative poltrone da assegnare (ah già…tra un anno scade la poltrona di Bagnacani) e tante belle nuove consulenze (Raphael Rossi dove sei? Non ti preoccupare che è previsto anche il rimborso dei voli aerei!);

B)  possibili assunzioni clientelari.

Tutto questo si tradurrebbe, ovviamente, in ulteriori spese inutili, con gli annessi aumenti di tariffe per coprire anche queste spese.

Riteniamo invece più utile, opportuna e meno onerosa una normalissima gara d’appalto e che il Comune si doti di una efficace struttura di controllo per vigilare sul corretto svolgimento del servizio, prevedendo adeguate penali per le eventuali violazioni.

Tra l’altro, per fare questa gara, non ci vorrebbe molto tempo e, come correttamente rilevato dall’Autorità di Cantone, il contratto con IREN è scaduto (quantomeno il 31/12/2014) e sarebbe ora di “correre” anziché continuare a “dormire”.

Viceversa Pizzarotti e Folli hanno dichiarato che…per fare la gara come loro la  vogliono…ci vorrebbe un anno e mezzo (giusto il tempo – prima delle prossime elezioni – per nominare i loro amministratori…in carica per i successivi 3 anni!)!

Ci auguriamo che le altre amministrazioni locali non vogliano partecipare a tale spartizione…speriamo!!!

Parma, 10 aprile ’15

Associazione Millecolori