Chi paga e quanto?

Leggiamo sul quotidiano locale di martedì che sono state stabilite dall’assessore Folli una serie di modifiche al piano raccolta rifiuti porta a porta, tra le quali la più significativa è lo spostamento dei passaggi dalla mattina alla tarda serata ed alla notte.

Le motivazioni di questo spostamento sono generalmente condivisibili, specie per quanto concerne la maggiore velocità di spostamento dei mezzi per il minor traffico e la riduzione dell’inquinamento.

Ciò che però desta una certa apprensione è il fatto che Folli ha preannunciato che queste modifiche comporteranno un aumento dei costi, ad oggi non definito perché il piano finanziario è in fase di perfezionamento.

La leggerezza in questa dichiarazione è intollerabile: l’assessore dispone l’attivazione di nuovi servizi senza specificare i costi aggiuntivi, perché tali costi saranno ricaricati sulla Tari (la tassa rifiuti), quindi graveranno direttamente sul cittadino senza intaccare il bilancio comunale.

Già in fase di introduzione della raccolta porta a porta, risalente alla precedente amministrazione, non si è data alcuna informazione sui costi di questa tipologia di smaltimento rispetto a quella tradizionale (i cassonetti rottamati); oggi si interviene nuovamente preannunciando costi aggiuntivi, ma senza specificarne l’ammontare.

Non sembra che questo modo di procedere sia coerente con quei principi di trasparenza e partecipazione sempre sbandierati, ma di fatto mai applicati alle tematiche che contano.

Sarebbe opportuno che Folli rendesse pubblici i conteggi relativi ai costi di smaltimento attuali, magari raffrontati con quelli della raccolta tradizionale, nonché i costi aggiuntivi derivanti dalla annunciata raccolta “serale”.

Non si discute sul fatto che condotte “ambientalmente” corrette comportino maggiori costi rispetto a sistemi di raccolta indifferenziati, ma ciò che il cittadino deve conoscere è quanto sono questi costi aggiuntivi, anche per raffrontarli con quelli di sistemi alternativi adottati da altre amministrazioni.

Al proposito non sembra un caso che anche a Parma si intendano introdurre punti di raccolta controllati, ove e possibile conferire le varie tipologie di rifiuti senza condizionamenti di orari.

Probabilmente questo sistema, previsto come complementare al porta a porta nelle zone tra le tangenziali ed i viali, potrebbe essere, in alternativa a quello oggi adottato, il più idoneo per la raccolta nel Centro Storico, con sensibili riduzioni dei costi.

Tutto questo comunque potrà essere valutato una volta che si conosceranno i costi storici, attuali e previsti, anche in relazione alle annunciate differenziazioni della Tari in funzione delle quantità di rifiuti indifferenziati prodotti, in merito alle quali non si è ben compreso come sarà strutturato il sistema di tariffazione.

In conclusione, ben vengano tutti gli aggiustamenti che portano a miglioramenti dei servizi di raccolta per i cittadini, ma queste devono essere valutate in un ottica costi-benefici che consideri anche, ma non solo, gli aspetti ambientali.

Trasparenza e partecipazione si misurano su queste questioni, piuttosto che su assemblee guidate e statuti propagandistici.

Associazione Millecolori