Colori

I primi colori siamo noi: Giovanni Borrini, Luca Cominassi, Lorenzo Lavagetto, Sergio Andrea Ghiretti e Massimo Rutigliano. Quello che ci accomuna, oltre all’amicizia personale, crediamo sia il nostro modo di porci rispetto ai problemi: cerchiamo di farlo con spirito libero, senza schemi precostituiti o logiche di appartenenza, convinti che ogni critica debba essere accompagnata da proposte costruttive.

Abbiamo età, ambiti professionali ed esperienze politiche differenti, non amiamo le battaglie ideologiche, ma non ci tiriamo indietro quando si tratta di esporsi per sostenere istanze che condividiamo, anche in contrapposizione ad amici che non la pensano come noi, convinti come siamo che il libero pensiero possa e debba esprimersi senza le remore dei rapporti personali.

Desideriamo che la politica torni ad occupare la parte positiva del nostro pensiero, recuperando il suo significato letterale di amministrazione della comunità per il bene comune. Noi siamo i primi colori, vorremmo che all’interno di questa associazione i colori diventassero davvero mille o più, perché i colori, come le http://assignmenthelponline.co.uk/coursework-writing/ idee, hanno milioni di sfumature, ma solo nel loro complesso hanno la potenzialità di comporre un bellissimo dipinto (e una bella politica).

Altri colori

Certo è che alla fin fine vivere questi tempi è anche molto stimolante. Il primo lunedì di Millecolori mi ha restituito, nitido, questo riflesso: e lo specchio che lo ha prodotto è quello delle idee ascoltate dalla voce di Luca, Giovanni, Massimo; e dei pensieri che mi hanno suscitato. Mi permetto di raccontarli velocemente ad alta voce, scrivendoli: per condividerli con gli altri che provino analogo interesse.

La ricchezza di una forma di comunicazione come quella del web; il contributo a immaginare soluzioni per ingombranti presenze che affollano il nostro panorama urbano ed economico; l’attenzione alle regole, scritte e non, dell’amministrare l’interesse comune. Questi alcuni dei tasselli colorati condivisi da quella mente collettiva che si è riunita lunedì sera, grazie all’attività di alcune cellule risvegliatesi prima di altre. A fronte della quale attività cerebrale, la domanda che ha cominciato a rodermi è stata “perchè?”. Perchè darsi da fare così? Perchè esser comunque contenti della presenza di quaranta persone al Tonic un lunedì sera? Perchè non sentire nessuna stonatura fra l’ambizione dei propositi e l’inevitabile angustia degli spazi, fisici e non, nei quali tali contributi finiscono comunque per muovere i primi passi e forse comunque tutto il cammino?

Cerco abitualmente, nei limiti delle mie facoltà, di pormi domande così, ogni giorno, per ogni nuova impresa: mi servono a verificare quello che sto facendo, a cercar di fare il punto nella rotta non già tracciata, ma che dobbiamo di volta in volta inventarci.

Dunque: perchè era bello il primo lunedì sera di Millecolori? Cosa era che rendeva significativo essere lì?

Non era il senso di protezione della conventicola. Non era la sodalità fra membri della stessa fazione, che si ritrivano a cospirare contro il nemico comune. Era il calore intellettuale e civile sprigionato dal vedere la passione e l’impegno spontaneo di altri, di alcuni, di tanti.

Ecco il punto. Mi è piaciuta l’idea di non essere lì “contro” qualcuno…qualcuno che, in fin dei conti, si è trovato dov’è oggi esattamente perchè mosso da un simile slancio, qualche tempo fa. Mi è piaciuta l’idea di essere lì (per dirla con Montaigne) a sfregar bene alcune teste fra loro, perchè ne possano uscire buone idee. E credo che proprio questo debba essere lo spirito da seguire. Cioè: idee, nuove e non, purchè utili a crescere e a capire; e mirino puntato sull’attività dell’attuale Giunta Comunale di Parma, ma tutto come manifestazione di un interesse per la cosa comune, la cosa pubblica, la res publica.

Voglio dire che la marcia in più, la notevole conseguenza che questa stagione di difficoltà può forse lasciare in noi non può essere la voglia di essere “contro”: ma, piuttosto, la riscoperta dell’entusiasmo. Entusiasmo per fare: e quindi anche attenzione e critica a chi non vuole o non sa fare come secondo noi sarebbe giusto. Ma entusiasmo e proposte, anzitutto: come questa di Millecolori. E l’augurio è quindi quello che tutti noi possiamo imparare a lievitare tutti insieme, a trovare la giusta mentalità ed i giusti stimoli per accettare e vincere, ognuno nelle sue giornate e poi tutti insieme, la sfida di questa società che cambia. Scoprendo il valore grande (e parlo anzitutto per me) di una prospettiva anche pubblica per la profusione delle proprie energie. Forza Millecolori!

Francesco Canali