AEROPORTO-MALL: SINDACO “ASSENTE”?

AEROPORTO-MALL: SINDACO “ASSENTE”?
Non entriamo nel merito dell’indagine giudiziaria sulla questione aeroporto – mall. Anzi, per molteplici motivi, speriamo e confidiamo che dal punto di vista giudiziario-penale il tutto si chiuda in favore degli indagati. La questione politico-amministrativa però è altra.
Due semplici domande:
A) essendo noto sin dal 2012 che andava aggiornato il piano di rischio dell’aeroporto il Sindaco farebbe la cortesia di comunicare alla città perché ha atteso così tanti anni prima di farlo fare e sottoporlo agli organi competenti?
B) perché il Sindaco negli anni non ha mai informato il Consiglio comunale, e quindi la città, sulle ragioni (giuste o sbagliate si vedrà) di tale lunga attesa (precisa volontà di non farlo, inedia, altro?)
Ciò si domanda ritenendo (se a torto od a ragione dovrebbe dirlo il Sindaco) che il Sindaco fosse perfettamente edotto di tutto e quindi che sia profondamente ingiusto che “lasci alla berlina il suo Assessore ed i suoi Dirigenti”. Sarebbe quindi opportuna una sua pubblica assunzione di posizione chiarendo le ragioni della scelta.
Diversamente, se del tutto ignaro della necessità dell’aggiornamento del piano di rischio, si dovrebbe pensare:
a) che Parma ha un Sindaco che ignora delle questioni così rilevanti per la città (quindi un NON SINDACO);
b) ovvero, in alternativa, un Assessore che fa e non fa (in questo caso non avrebbe fatto) tenendo all’oscuro il Sindaco di cose così rilevanti.
Nell’ipotesi sub a) un Sindaco non dovrebbe dimettersi? in quella sub b) un Sindaco non dovrebbe cacciare il suo Assessore?
Qualora fosse invece vero che fosse a conoscenza di tutto e quindi condividesse quanto “non fatto” non sarebbe opportuno che ponesse termine ad atteggiamenti da struzzo e/o conigliesci chiarendo urbi et orbi ogni aspetto della questione?
Lo farà? Ne dubitiamo.
Altra considerazione: 1) i consiglieri Lavagetto e Pezzuto sono intervenuti sulla vicenda senza ottenere risposte; 2) il M5S (non presente in consiglio comunale) ha presentato una interpellanza parlamentare; 3) la Lega, che pure è presente in consiglio comunale, risulta invece totalmente assente preferendo dedicarsi a post romani, con ciò dimostrando scarso interesse per la nostra città.
Parma, 21 novembre ’18
Associazione Millecolori
Massimo Rutigliano

PARLIAMO DI COSE CONCRETE

Parma, 28 marzo 2018

 

Egr. Sig.

PRESIDENTE REGIONE EMILIA ROMAGNA

V.le Aldo Moro n. 52

BOLOGNA

Mail: segreteriapresidente@regione.emilia-romagna.it

 

Ill.mo Presidente della Regione Emilia Romagna,

l’Associazione Millecolori (della quale mi onoro di essere il portavoce) ha attentamente letto le Sue valutazioni sull’amministrazione comunale di Parma.

Poiché l’Associazione si è sempre occupata dei temi della città di Parma, intervenendo pubblicamente su varie questioni di possibile interesse cittadino, Le chiede pubblicamente se prima di formulare le Sue valutazioni Ella ha davvero valutato nel merito l’attività amministrativa dell’attuale Sindaco di Parma e, per essere concreti (con ciò limitandoci solo ad alcuni punti), a titolo esemplificativo, in ordine alle seguenti questioni:

  1. la protratta mancata vigilanza sulla società incaricata della riscossione delle entrate comunali (Parma Gestione Entrate);
  2. la protratta inerzia, a probabile beneficio di IREN, sulla questione “teleriscaldamento” dopo che sin dal febbraio 2015 l’Autorità di Vigilanza aveva “bacchettato” il Comune di Parma invitandolo ad assumere gli atti necessari;
  3. la cessione delle azioni di Fiere di Parma spa giustificata dalla volontà di utilizzare le somme incassate per il rilancio dell’Aeroporto di Parma allorquando era chiaro che le somme, per legge, non potevano essere utilizzate per sottoscrivere il capitale della società aeroportuale (capitale tutt’ora in attesa di sottoscrizione anche da parte di soggetti privati).

Si ritiene che non sarebbe stato sbagliato collegare la qs. Fiere di Parma (e Fiera di Bologna) a precisi accordi con l’Aeroporto di Bologna, pretendendo contestualmente un piano industriale serio e garantito;

  1. la protratta inerzia relativamente al Ponte Nord avendo però cura si spendere circa € 800.000,00 per realizzare le vetrate di quella cattedrale sul torrente Parma nonchè di spendere una (mai dichiarata) rilevante somma per la sorveglianza;
  2. la mancata assunzione (per quanto a conoscenza dell’Associazione) di iniziative nei confronti di ex amministratori delle società partecipate per emolumenti di dubbia attribuzione (tant’è che l’Assessore Capelli, poi dimessosi, aveva previsto apposita cautela);
  3. la protratta inerzia, in sede di ATO, al fine dell’indizione della nuova gara d’appalto per l’affidamento del servizio raccolta rifiuti e per il relativo smaltimento (l’attuale appalto è scaduto da molti anni e, si ritiene, che il protrarsi del vecchio e scaduto appalto determini rilevanti vantaggi ad IREN che, singolarmente, ha donato rilevanti somme – oltre € 700.000,00 – al Comune di Parma ed ha altresì sponsorizzato diverse iniziative comunali);
  4. la singolare variante urbanistica per consentire l’apertura di una grande struttura alimentare di fronte all’Euro Torri (in una zona territoriale ove già esistono molteplici esercizi della grande distribuzione), con ciò contribuendo ancor di più alla penalizzazione degli esercizi di vicinato;
  5. la carente azione volta a contrastare l’evasione fiscale (correttamente confessata da parte dell’Assessorato competente).

Le saremo grati se vorrà rispondere a tali concrete domande non già con frasi generiche ma, punto per punto.

Laddove non fosse sufficientemente informato l’Associazione è a disposizione per illustrarle il tutto con dovizia documentale.

Si confida in una sua seria e reale risposta quantomeno per rispetto degli aderenti alla scrivente Associazione Millecolori.

Ci si permette di far presente che si ritiene che il partito al quale Lei appartiene (e che diversi associati hanno votato anche alle scorse elezioni politiche) abbia necessità di “rigenerarsi” non già con non comprensibili alleanze o giochi di corridoio bensì tornando ad ascoltare le persone ed affrontando seriamente il loro vasto disagio.

Nel ringraziarLa per l’attenzione Le inviamo distinti saluti.

 

Associazione Millecolori

Massimo Rutigliano

 

TELERISCALDAMENTO – PIZZAROTTI CONFESSA: IN DUE ANNI NON HO FATTO NIENTE…MA FARO’!!!

Il Sindaco ha dichiarato che sulla vicenda reti di teleriscaldamento IREN condivide quanto ritenuto dall’ANC di Cantone, e cioè che le reti sarebbero pubbliche, e che si attiverà in tal senso.

In sostanza, poiché l’ANC aveva comunicato al Comune di ritenere pubbliche le reti di teleriscaldamento sin dal febbraio 2015, il Sindaco ha confessato che in due anni non ha fatto niente.

Noi non sappiamo se l’ANC ha ragione o meno, ma quello che è sconcertante è che, siccome il Sindaco ritiene che l’ANC ha ragione, non si spiega l’ultrabiennale suo comportamento omissivo.

Tale protratta omissione ha comportato che:

  • IREN per oltre 2 anni ha ricavato rilevanti introiti per il teleriscaldamento intascandoli dai cittadini di Parma;
  • il Comune per l’utilizzo delle reti (che per l’ANC ed il Sindaco sono di proprietà comunale) non ha quantomeno incassato da IREN le somme che qualsiasi cittadino deve pagare quando utilizza, per fini propri, beni pubblici (ci ricordiamo le tasse di occupazione suolo pubblico?);
  • tali somme sono state quindi sottratte al bilancio del Comune di Parma e, pertanto, a tutti noi;
  • tali somme sicuramente avrebbero potuto contribuire ad alleggerire un po’ di tariffe per i più disagiati. Si tratterebbe infatti, a spanne, di diversi milioni di euro!!!

IREN ringrazia di tale ultrabiennale inerzia, i cittadini di Parma NO!!!

Parma, 31 maggio ’17

Associazione Millecolori

WORKOUT PASUBIO: CONFLITTO DI INTERESSE? PRIME RIFLESSIONI

WORKOUT PASUBIO: CONFLITTO DI INTERESSE? PRIME RIFLESSIONI

E’ di questi giorni la polemica sul Workout Pasubio.

Fermo il fatto che si tratta di una iniziativa certamente meritoria, che ha recuperato uno spazio di grande suggestione, cercando di contribuire alla riqualificazione di un quartiere ancora oggi fortemente penalizzato, pensiamo che sia comunque necessario fare chiarezza su alcuni aspetti, specie quando uno dei suoi promotori si è apertamente schierato e candidato con colui che avrebbe dovuto controllarne la regolare attività, e cioè l’Amministrazione uscente.

Alcuni fatti:

  • gli spazi sono di proprietà della Pasubio Sviluppo spa;
  • con contratto del 2015 tali spazi sono stati attribuiti in godimento gratuito all’Ordine degli Architetti della Provincia di Parma che è un soggetto pubblico, come tale tenuto ad osservare le regole pubblicistiche;
  • con lo stesso contratto è stato individuato quale gestore operativo una associazione che alla data del contratto ancora non esisteva (nel contratto si dice “costituenda”);
  • tale associazione è stata poi costituita, con la denominazione “Workout Pasubio”, e di essa hanno fatto parte alcuni consiglieri del medesimo Ordine degli Architetti, incluso il suo Presidente che è anche il Presidente di tale Associazione;
  • Work Out Pasubio ha beneficiato di reiterate licenze temporanee per spettacoli con una presenza di persone autorizzata per un numero inferiore alle 200 persone;
  • in questi giorni il candidato di Effetto Parma (nonché Presidente dell’Ordine degli Architetti nonché Presidente dell’Associazione Work Out Pasubio) ha dichiarato che da maggio 2015 sarebbero stati organizzati n. 985 eventi con 127.000 presenze;
  • quindi in 730 gg. n. 985 eventi…quindi, per regola matematica, più di un evento al giorno.

Alcune semplici domande:

  1. non sembra anomalo che un soggetto pubblico, qual è l’Ordine degli Architetti, nell’aprile 2015 abbia deciso l’attribuzione della gestione ad un soggetto che era ancora “inesistente” quando è stato stipulato il contratto (ma le vie del diritto sono infinite)?
  2. non sembra ancor più anomalo che il soggetto pubblico Ordine degli Architetti abbia concorso ad attribuire lo svolgimento di una attività, anche a contenuto economico, ad un nuovo soggetto-associazione ancora da costituirsi tra i cui fondatori vi sarebbero poi stati anche (forse in via prevalente al momento della costituzione) consiglieri del medesimo Ordine?
  3. se gli Ordini Professionali sono soggetti pubblici (e lo sono) i suoi Presidenti e consiglieri non sono tenuti al rispetto di norme pubblicistiche, tra le quali anche quelle sull’obbligo di astensione per l’ipotesi di conflitti di interesse?
  4. se è vero (e non ne dubitiamo) che sono stati organizzati ben 985 eventi in 730 giorni come può affermarsi una temporaneità di utilizzo (che, se non erriamo, permette di beneficiare di deroghe varie sia in materia di sicurezza che per quanto riguarda la somministrazione di alimenti e bevande al pubblico e non solo ai soci dell’Associazione – come ben sanno gli avventori di tanti circoli privati)?
  5. non è che, per caso, in diversi di quei 985 eventi vi è stata una presenza superiore alle 200 persone al contrario di quanto dichiarato dal Presidente con il conseguente beneficio di non essere sottoposto al controllo della Commissione Comunale di Vigilanza, come previsto dal DPR 311/2001?
  6. non è che, per caso, il Comune di Parma ha dimenticato di operare i dovuti controlli?
  7. non è che, per caso, l’attenzione alla normativa che ha portato all’annullamento della manifestazione con Renzo Arbore ed a tante sanzioni per diversi circoli, è stata sostituita da una ben diversa tolleranza per Work Out Pasubio ed il suo legale rappresentante?

I dubbi di cui sopra non vogliono in alcun modo pregiudicare le ferventi attività del Work Out Pasubio, alle quali è sempre un piacere partecipare, ma solo sottolineare che le regole devono essere uguali per tutti, e non applicate diversamente a seconda che si tratti di soggetti contigui o indifferenti (se non altro) per l’Amministrazione.

E’ inoltre spiacevole, per noi ma crediamo anche per tutti coloro che hanno promosso questa iniziativa senza secondi fini, che oggi WOPA sia di fatto identificato come il “campo base” di “Effetto Parma”, anche per il fatto che il suo Presidente non ha ritenuto che il suo ruolo confliggesse con la candidatura al Consiglio Comunale.

Sarebbe bene che Work Out Pasubio rimanesse, anche come percezione collettiva, uno spazio aperto a tutta la città e non fosse etichettato con alcuna “insegna” politica che, come il tempo ci ha insegnato, può essere fortemente penalizzante.

Non è solo questione di stile!!!

Parma, 29 maggio 2017

Associazione Millecolori

NUOVO PSC: UNA INUTILE IPOTECA SUL FUTURO

Sembra ormai certa l’intenzione da parte dell’Amministrazione Comunale uscente di proporre al Consiglio Comunale l’adozione di un nuovo Piano Strutturale Comunale (PSC) nei prossimi giorni.

Si tratta di un atto politico del quale non si possono condividere le ragioni, al di là degli specifici contenuti progettuali, sia dal punto di vista tecnico che da quello dell’opportunità.

Il PSC è infatti lo strumento di pianificazione urbanistica generale che delinea le scelte strategiche di assetto e sviluppo, in un ottica di tutela dell’integrità fisica ed ambientale del territorio e di mantenimento delle identità culturali; si tratta quindi di un piano con ampi contenuti strategici e tempi lunghi di prospettiva, e non a caso le disposizioni normative non ne individuano una scadenza ed il suo orizzonte temporale è generalmente considerato essere di 15-20 anni.

Il primo vero PSC del Comune di Parma risale al 2007, con adozione al termine dell’ultimo mandato Ubaldi ed approvazione nel mandato Vignali, e rappresenta certamente uno piano viziato dalla bulimia edificatoria dell’epoca, con sproporzionate previsioni espansive e forte consumo del territorio, ma comunque elaborato con esaustive analisi ambientali e storiche e precise individuazioni delle “invarianti territoriali” principali.

All’approvazione del PSC2007 è purtroppo seguita, con insolita rapidità, l’approvazione di un Piano Operativo Comunale (POC), strumento operativo e di programmazione, nel quale sono stati resi attuabili nei successivi 5 anni la maggior parte delle previsioni espansive del PSC, forse a causa della necessità da parte della Amministrazione di allora di incamerare risorse per proseguire il frenetico percorso di Parma Città Cantiere.

La crisi immobiliare, partita nel 2008 e in parte ancora in atto, ha impattato in modo violentissimo su questo contesto, abbandonando sul territorio comunale comparti semiurbanizzati ed incompleti, complessi commerciali abbandonati prima ancora dell’apertura e soprattutto una poderosa offerta immobiliare a fronte di una modestissima domanda.

Con la fine del 2014 il POC è sostanzialmente scaduto e quindi i (pochi) ambiti di espansione del PSC non ancora attivati non potranno esserlo fino all’approvazione di un nuovo POC, mentre quelli già in attuazione non potranno comunque essere fermati, come confermato dai vari assensi a nuovi insediamenti deliberati anche dalla attuale maggioranza ex-grillina, in aperta contraddizione con il loro programma elettorale.

Ad oggi quindi il PSC2007 non rappresenta più un “pericolo” per l’integrità del territorio, ma mantiene i suoi effetti in termine di vincoli delle invarianti ambientali, paesaggistiche e storiche, garantendone la conservazione.

Non vi è quindi alcuna impellente necessità di intervenire sulla pianificazione urbanistica generale per evitare ulteriore consumo di suolo, in quanto tutte le previsioni espansive sono “congelate” dalla mancanza di un POC.

Inoltre è in gestazione, con approvazione prevista nei prossimi mesi, una nuova legge urbanistica regionale che modificherà in modo radicale gli strumenti e le modalità di pianificazione urbanistica, superando gli attuali PSC e POC, incentivando la rigenerazione urbana e introducendo pesanti vincoli al consumo di suolo, con obbligo di adeguamento dei piani entro precisi termini.

In questo quadro l’ipotizzata adozione di un nuovo PSC sembra un atto assolutamente improprio, poiché andrebbe inevitabilmente a condizionare le scelte della successiva Amministrazione senza alcun altro effetto positivo, con l’aggravante di essere già dalla nascita uno strumento “superato” dalla nuova legge regionale.

Inoltre, essendo il PSC uno strumento che, se non per pochi aspetti, è privo di immediata incidenza sull’uso del suolo, l’adozione appare più come una manovra elettorale in vista delle prossime elezioni, quasi a giustificare una condotta incoerente tenuta fino ad oggi ed a promettere nel futuro il rispetto degli impegni non mantenuti, piuttosto che un vero atto di programmazione e pianificazione, data la prossima scadenza del mandato di questa Amministrazione.

D’altronde gli effetti di salvaguardia sono quasi inesistenti poiché, essendo scaduti i termini dei POC, le relative aree o sono in corso di attuazione (e quindi non rientrano nella salvaguardia) ovvero non possono comunque attuarsi in mancanza di un nuovo POC.

A chi volesse obiettare che anche l’amministrazione Lavagetto nel 1998 aveva adottato un nuovo PRG in prossimità della sua scadenza sarebbe agevole rispondere che il PRG era cosa ben diversa dal PSC, poiché le previsioni del PRG erano tutte immediatamente operative, così come gli effetti della salvaguardia con conseguente “congelamento” delle previsioni non coerenti con il nuovo strumento, mentre quelle del PSC sono per lo più di indirizzo strategico e in questo caso specifico non ottengono comunque alcun effetto inibitorio di nuove espansioni.

C’è poi una ulteriore considerazione: l’attuale sindaco è stato innegabilmente eletto in forza delle aspettative di cambiamento rappresentate dalla sua formazione politica di allora, nonché delle debolezze del suo avversario, e la sua recente uscita dal Movimento 5Stelle ha fatto venir meno la sua “base elettorale”, la sua maggioranza è resa coesa dall’istinto di sopravvivenza e non esiste nessun dialogo con le minoranze.

Con le prossime elezioni Federico Pizzarotti potrà misurare direttamente se in questi cinque anni di amministrazione è riuscito a conquistare una propria autorevolezza personale, ma ad oggi lui e la sua maggioranza non possiedono certo la forza di un consenso elettorale, anche considerando che molti dei consiglieri sono stati eletti con un numero di preferenze paragonabile a quello di un nucleo familiare allargato.

Sarebbe quindi un gesto di intelligenza, correttezza e modestia (dote che sembra un po’ carente in Pizzarotti) rinunciare alla formale adozione del nuovo PSC, limitandosi a presentarlo ufficialmente al Consiglio Comunale ed ai cittadini, dando il giusto rilievo al lavoro svolto da tecnici ed amministratori e attribuendo a questo strumento pianificatorio temporaneamente una valenza esclusivamente “politica”, lasciandolo come tema di discussione della prossima campagna elettorale al cui esito, se il sindaco uscente dovesse essere confermato, potrà seguire immediatamente l’atto di adozione.

Giovanni Borrini

Millecolori

 

Non devono essere le primarie del PD

Ho appreso con grande piacere che il Partito Democratico di Parma, per bocca del suo segretario comunale, è disponibile ad individuare un candidato a Sindaco di Parma attraverso elezioni primarie. Questa disponibilità non era così scontata, viste le polemiche che si sono sviluppate per le candidature napoletane e visto l’atteggiamento dei vertici nazionali e regionali, e va apprezzata perché certamente controcorrente rispetto al comun sentire della cerchia degli addetti ai lavori.

Ho apprezzato anche il fatto che si sia parlato di primarie aperte, da tenersi con adeguato anticipo rispetto alle elezioni comunali del 2017 in modo da consentire a chi prevarrà di preparare in modo adeguato la propria campagna elettorale, nonché la richiesta ai candidati di vincolarsi preventivamente a rinunciare ad ogni altro incarico per dedicarsi a questo impegno; in questo modo credo si faccia tesoro di tutte quelle precedenti esperienze, non a caso negative, che hanno caratterizzato le primarie del centro sinistra a Parma negli anni passati.

Adesso il tema diventa quello di riuscire a coinvolgere il maggior numero di elettori in questa consultazione preparatoria, invertendo la tendenza che ultimamente vede partecipare alle primarie quasi unicamente i “militanti” e riducendo il voto ad un conteggio dei sostenitori dell’una o dell’altra “corrente di partito”.

Le primarie devono tornare ad essere, come in parte lo sono state ai tempi del duello Bersani-Renzi, una forma di partecipazione che coinvolga tutti coloro che non si riconoscono nell’attuale amministrazione e non rimpiangono quella precedente, che pur non appartenendo ad uno specifico schieramento tirando una riga al centro sono più spostati verso sinistra, che credono sia ancora possibile coniugare solidarietà con sicurezza, rispetto delle regole con intelligenza, ambientalismo con razionalità (della raccolta rifiuti ad esempio).

Per ottenere questo risultato a mio parere il Partito Democratico deve accettare di svolgere un ruolo di “facilitatore”, dimenticando i lusinghieri risultati ottenuti a livello cittadino alle Europee di due anni fa (e difficilmente confermabili oggi) nella consapevolezza che in particolare nelle votazioni amministrative le appartenenze partitiche si stemperano con la conoscenza delle singole persone e con la valutazione della loro credibilità.

Ovviamente questo non significa rinunciare ai propri principi fondamentali, ma solo riconoscere che ad oggi a Parma esistono potenzialmente tre schieramenti, fatti salvi personalismi non auspicabili : un blocco nel quale confluiranno, anche a dispetto dei partiti, gli elettori leghisti, berlusconiani e generalmente i conservatori, una galassia grillina ed ex-grillina che alla fine sosterrà il sindaco uscente in quanto unico candidato possibile (e fortemente interessato alla riconferma) ed uno schieramento articolato, da non identificare necessariamente con gli attuali gruppi in consiglio comunale, che parte dai simpatizzanti del civismo ubaldiano ed arriva fino ai nostalgici dell’amministrazione Lavagetto, passando in buona parte attraverso i vari movimenti ed associazioni più o meno recentemente costituiti, tra i quali il nascente “Parma Io ci stò”.

Il PD deve fare in modo che questo schieramento articolato si componga e trovi un denominatore comune in un programma di amministrazione semplice e chiaro, peraltro non difficile da individuare nell’attuale contesto, sulle cui modalità di attuazione si possano confrontare i candidati alle primarie, poiché credo che non sia nei principi generali, che devono essere condivisi da tutti i partecipanti, ma nella declinazione operativa di questi che si debba sviluppare il confronto.

Si tratta di una sfida ambiziosa, sulla quale a mio parere si giocano le possibilità di rilancio della città che ad oggi, al netto di alcune operazioni di facciata meramente pre-elettorali, non versa in condizioni molto migliori di quelle dell’epoca del Commissario Ciclosi: per vincerla è necessario per il PD rinunciare alle classiche logiche di partito e per chi è effettivamente interessato a rappresentare uno schieramento riformista alle elezioni del 2017 di buttare il cuore oltre l’ostacolo, chiarendo la propria disponibilità senza temporeggiare in attesa di Godot.

Per quanto poi riguarda la compatibilità tra referendum costituzionale e primarie, mi limito solo ad osservare che le due consultazioni riguardano tematiche affatto differenti dal punto di vista del cittadino, che è certamente in grado di esprimersi in tutte e due le votazioni con scienza e coscienza anche se fossero tenute in tempi ravvicinati: cosa diversa è certamente per chi, dentro palazzi e piccole palazzine, ritiene il proprio destino politico legato all’esito dell’una o dell’altra, ma così facendo si tiene il cuore al di qua dell’ostacolo e si rischia di lasciare Parma per altri cinque anni in balia dell’improvvisazione.

Giovanni Borrini

Articolo pubblicato sulla Gazzetta di Parma del 14 luglio 2016

DEBITO PARMA…PROVIAMO A PARLARNE SERIAMENTE?

DEBITO PARMA…PROVIAMO A PARLARNE SERIAMENTE?

 

Il Sindaco Pizzarotti si vanta di aver rimesso in bolla il bilancio del Comune di Parma dopo le devastazioni delle precedenti Giunte civico-poliste.

Fermo il fatto che ho sempre criticato le precedenti amministrazioni e che, pertanto, il mio giudizio nei loro confronti è fortemente negativo, vogliamo provare a vedere come stanno davvero le cose sui conti del Comune e delle società partecipate al di là della facile propaganda?

Io ci voglio provare.

Se poi la stampa se ne vorrà occupare seriamente, anziché limitarsi a consentire disinformate passerelle funzionali a ben precisi disegni nazionali (mi riferisco in particolare a La 7) ne sarò lieto.

Procediamo quindi con ordine al di là delle chiacchiere. Ovviamente la necessità di sintesi impone una analisi per grandi temi e qualche semplificazione:

BILANCIO COMUNALE SENZA LE PARTECIPATE

In realtà il bilancio comunale era sostanzialmente in ordine in quanto il Comune aveva scaricato sulle partecipate una parte dei suoi debiti, talvolta cedendo alle stesse dei beni immobili per valori esagerati in modo da incassare somme per coprire i suoi debiti trasferendo i relativi oneri sulle sue società esterne.

La risultante è stata che le partecipate sono state affogate nei debiti con sollievo del bilancio comunale.

Il vero problema del bilancio del Comune di Parma era che, per rispettare il patto di stabilità, non poteva regolarmente pagare i debiti per i diversi investimenti operati, con ciò creando difficoltà alle imprese creditrici.

Senonchè lo Stato ha poi consentito di provvedere ai pagamenti senza che ciò costituisse violazione del patto di stabilità e, pertanto, il Comune quei debiti ha potuto poi tranquillamente e doverosamente pagare.

Il merito pertanto è stato del Governo Renzi, non certo del Sindaco.

L’unico vero merito del Sindaco è stato quello di aver inizialmente nominato quale Assessore di Bilancio il dott. Gino Capelli che, con la sua credibilità quale persona competente e dabbene, è riuscito ad evitare, prima che la legge nazionale venisse emanata, un profluvio di decreti ingiuntivi che avrebbero sicuramente comportato per il Comune l’obbligo del pagamento in tempi brevi.

Basta chiedere all’Assessore Capelli se quanto sopra riportato corrisponde o meno al vero.

Altro merito, se così si può dire, è stato quello di mantenere la tassazione ai massimi livelli (così già impostata ed applicata dalla gestione commissariale) sempre urlando contro i predecessori, il che gli ha permesso di passare per il risanatore dei conti che non era e non è, per la semplice ragione che, come detto, i conti comunali non erano così drammatici.

SOCIETA’ PARTECIPATE

Qui la situazione era veramente gravissima.

Vediamo in sintesi cosa è successo:

  • SPIP: a seguito del fallimento della società il relativo debito si è azzerato.

Le lettere di patronage firmate dal Sindaco Ubaldi non vincolavano il Comune mentre il Sindaco Vignali si era rifiutato di firmare altre e più “forti” lettere di patronage.

Una delle poche cose buone di Vignali (unitamente all’aver fermato la scellerata operazione “metropolitana leggera”. Altro di buono francamente non ricordo).

  • STU PASUBIO: il Comune ha ceduto le sue azioni della società che aveva debiti che, considerando l’andamento del mercato immobiliare, erano notevolmente superiori al valore del patrimonio.

Si trattava di operazione già impostata dalla gestione commissariale.

Chi ci ha rimesso è stato l’acquirente delle azioni. Credo che l’indagine in corso confermerà quanto sopra.

Il merito del Sindaco Pizzarotti è stato solo quello di portare a compimento quanto già impostato dalla gestione commissariale. Spiace che anziché rivendicare tale merito, commentando l’indagine in corso, abbia sostanzialmente dichiarato: io con c’entro, non ci capivo nulla, ho fatto solo quello che i tecnici mi hanno detto di fare.

Insomma: è stato lo stesso Sindaco a dichiarare di non avere alcun merito.

  • STT: verità è che non è stato risparmiato proprio niente.

L’accordo di ristrutturazione del debito prevede infatti il pagamento integrale dei creditori mediante vendita di molteplici immobili con la particolarità che, qualora i proventi della vendita di tali non dovessero risultare sufficienti per pagare i debiti (e non lo saranno, del che, leggendo la sua relazione, era sostanzialmente convinto anche l’attestatore dott. Andrea Parolari), la differenza di valore verrebbe colmata vendendo le azioni IREN che mentre nel giugno 2012 valevano € 0,35, dal giugno 2013, dopo l’avvio del forno inceneritore, hanno più che quadruplicato il loro valore, visto che nonostante il deprezzamento della borsa dell’estate 2015, al 31/10/2016 in borsa venivano quotate € 1,636.

Insomma il debito delle partecipate è stato saldato (rectius sarà saldato) vendendo il patrimonio accumulato da generazioni di parmigiani.

A questo deve aggiungersi che, a seguito della vendita delle azioni IREN (in tutto od in parte si vedrà), il Comune verrà privato dei relativi dividendi che il recente piano industriale di IREN prevede siano distribuiti in maniera più corposa ed in percentuale superiore agli anni precedenti.

Si tratta di somme rilevanti che verranno meno e che potevano utilizzarsi per la spesa corrente e, pertanto, ad esempio, per abbassare le tariffe di alcuni servizi per le classi più disagiate.

Una chicca: la vendita delle azioni IREN è prevista dal 2017 in poi, il che significa che sarà la prossima amministrazione a subirne i negativi effetti sui propri bilanci. Come si vede i vizi della vecchia politica si imparano in fretta.

Il merito del Sindaco è stato quello di non aver impedito l’avvio del forno inceneritore con conseguente lievitazione del valore delle azioni IREN.

Per me questo è un merito vero e reale, ma per i suoi elettori, passati e futuri?

Ovviamente soprassediamo dagli ignoti olandesi e cinesi che avrebbero dovuto comprare il forno, smontarlo e portarlo chissà dove.

Sarò felice di confrontarmi su questi dati, al di là delle chiacchiere.

Parma, 03 novembre ’16

Associazione Millecolori

Massimo Rutigliano

RIFIUTI: SOLDI CHE PUZZANO!!!

RIFIUTI: SOLDI CHE PUZZANO!!!

 

In questo periodo si è tornati a parlare della questione rifiuti riguardo 2 questioni:

a)    smaltimento nell’impianto di Parma di rifiuti provenienti da Reggio Emilia;

b)    ampliamento della capacità di smaltimento dell’attuale impianto.

Molti collegano le due cose ma è un errore perché sono due questioni distinte.

Lo smaltimento dei rifiuti reggiani lo avevamo preannunciato da tempo (2 anni) anche se a noi la questione non indispettisce visto che per circa 13 anni abbiamo portato a Reggio Emilia – ed altrove – i nostri rifiuti. Avevamo però invitato le amministrazioni a fare la loro parte quantomeno per ottenere per i parmigiani un minor costo di smaltimento rispetto ai cugini reggiani, visto che quando Parma li ha portati altrove ha pagato profumatamente tale smaltimento extra territoriale.

Purtroppo il Comune di Parma nulla ha fatto, anzi ha fatto finta di niente, forse per portare a casa una bella donazione da parte di IREN (i famosi € 700.000,00 che IREN ha regalato al Comune di Parma).

Ricordiamo però che l’Assessore reggiano Mirko Tutino aveva replicato stizzito al nostro intervento dichiarando che Reggio era autosufficiente, che loro avrebbero realizzato il famoso TMB (che Folli voleva anche a Parma ed a tal fine aveva indetto una gara esplorativa), che non era corretto tirare in ballo Reggio per le beghe parmigiane, ecc..

Oggi Tutino si vanta invece del risultato ottenuto.

Al suo posto invece ci vergogneremmo, quantomeno per la sua (per noi) “falsa” indignazione, quando con il nostro intervento avevamo smascherato l’evidenza, al di là delle dichiarazioni pubbliche sue e del sindaco Pizzarotti. In questo tra l’assessore Tutino ed il sindaco Pizzarotti c’è piena corrispondenza…. Per noi però si tratta di un modo di operare da “vecchi politici” e, purtroppo, Parma ha scontato e sta scontando l’assenza di capacità politica del Comune, con un sindaco preoccupato solo del suo futuro (oltre che di Bagnacani e Rossi) ma non degli interessi della città.

Sulla questione ampliamento delle capacità di incenerimento, la colpa invece è del famoso art. 35 dello sblocca Italia che ha previsto l’obbligo di autorizzare gli impianti ad operare al massimo carico termico.

Senonchè, se non ricordiamo male, l’Assessora regionale aveva dichiarato che non vi sarebbe stato tale ampliamento. Speriamo che l’Assessora non venga smentita dai fatti. Se non verrà smentita dimostrerà capacità politica e cura dell’interesse collettivo (cosa che non ha fatto invece il Sindaco di Parma, che ha avuto riguardo a ben altro – leggasi Bagnacani e Rossi); se invece dovesse essere smentita dai fatti  dovrà spiegare le ragioni delle sue precedenti illusorie affermazioni, traendone le conseguenze.

Una cosa però è certa: in questi 2 anni su questi temi il Comune di Parma è stato politicamente assente (per incapacità o convenienza valuteranno i cittadini) con atteggiamenti quantomeno ipocriti (ma per noi molto peggio) propinando bugie su bugie, e, quel che più conta, sottoponendo i cittadini parmigiani non solo ad uno scellerato (e costoso) sistema di raccolta differenziata, ma altresì ad una tassazione esagerata, tant’è che IREN ha ringraziato donando al Comune € 700.000,00 che, peraltro, sono stati prelevati dalle nostre tasche.

Questi i fatti!

Ovviamente nel suo discorso di Sant’Ilario il Sindaco si è ben guardato dal cercare di spiegare perchè IREN ha regalato queste somme al Comune.

Per noi non è vero che “pecunia non olet”.

In questo caso quei soldi puzzano di rudo, ancor più della poltrona di Bagnacani e delle consulenze di IREN a Raphael Rossi.

Parma, 24/1/2016

Associazione Millecolori

SCUOLA EUROPEA: ADESSO BASTA!!!

SCUOLA EUROPEA: ADESSO BASTA!!!

E’ da quasi tre anni che il lavori della Scuola Europea sono fermi, ed è da quasi tre anni che i cittadini di Parma vengono presi in giro.

Oltre 18 mesi fa (16/4/2014), dopo aver vanamente atteso, come tutti, l’imminente ripresa dei lavori più e più volte promessa, avevamo diffidato STU Authority spa (diffida inviata anche al Sindaco) a prendere tempestivamente le decisioni per la sollecita ripresa dei lavori ed avevamo segnalato che in caso di ritardi eccessivi la legge prevedeva e prevede espressamente come agire.

Oggi apprendiamo che, non si sa bene per quale “ragion di Stato”, anziché risolvere il contratto ed incamerare i soldi della fideiussione (con i quali si sarebbero potuti completare i lavori) si è preferito dar corso ad un semplice recesso unilaterale del contratto e che sarebbe in corso un accertamento tecnico preventivo che invece avrebbe potuto evitarsi se si fosse risolto il contratto e fatto quanto previsto dagli artt. 136 e seg. D. L.vo n. 163/2006; non si hanno inoltre notizie sul fatto che la fideiussione a garanzia sia stata escussa o meno, ed in caso positivo che destinazione abbiano avuto queste somme.

In sostanza ancor oggi tutto è in un clima di assoluta indeterminatezza e la scuola mai terminata continua a degradare, monumento alla megalomania dei precedenti Amministratori e all’insipienza degli attuali.

Riteniamo che la città sia veramente stanca di qualche post o tweet autocelenratorio e di un sostanziale immobilismo sui reali problemi amministrativi.

Medesime considerazioni valgono per il Ponte Nord, dove sono stati spesi dall’Amministrazione Pizzarotti ulteriori 800.000,00 euro per installare le vetrate, senza sapere e dire niente sulla sua destinazione.

In questo contesto le sbandierate autoriduzioni delle indennità per Sindaco ed Assessori si dimostrano esclusivamente demagogiche: se chi ci amministra avesse fatto e facesse gli interessi della città meriterebbe e farebbe guadagnare ben più del doppio dell’indennità di Legge, ma purtroppo non è così.

L’impressione è che il Sindaco sia più attento a curare la propria immagine pubblica al di fuori dei confini cittadini, forse per garantirsi la permanenza nella casta della politica, che ai problemi reali della città, salvo autocelebrarsi per i premi ricevuti sulla gestione dei rifiuti (sic!) e sulla sua efficienza nell’istallazione di rastrelliere e panchine, quasi che fosse un nuovo Marino-Crozza.

Scuola europea: adesso basta!

Finalmente, a seguito dell’azione dei parlamentari parmigiani, sembra si stia aprendo uno spiraglio per il completamento della Scuola Europea.

E’ da quasi tre anni che il lavori sono fermi, ed è da quasi tre anni che i cittadini di Parma vengono presi in giro.

Oltre 18 mesi fa (16/4/2014), dopo aver vanamente atteso, come tutti, l’imminente ripresa dei lavori, più e più volte promessa, avevamo diffidato STU Authority spa (diffida inviata anche al Sindaco) a prendere tempestivamente le decisioni per la sollecita ripresa dei lavori ed avevamo segnalato che in caso di ritardi eccessivi la legge prevedeva e prevede espressamente come agire.

In questi giorni, dalla stampa locale, abbiamo appreso che:

a)    non si sa bene per quale “ragion di Stato”, anziché risolvere il contratto ed incamerare i soldi della fideiussione (con i quali probabilmente si sarebbero potuti completare i lavori) si è preferito dar corso ad un semplice recesso unilaterale dal contratto;

b)    sarebbe in corso un accertamento tecnico preventivo (che è una perizia che, prima di iniziare una causa, esegue un tecnico nominato dal Tribunale per descrivere lo stato dei lavori, con la conseguenza che fino a quando tale accertamento è in corso nessuno può “toccar mattone”).

Tali notizie ci hanno destato non poca meraviglia, perché se si fosse risolto il contratto si sarebbero potuti evitare i tempi ed i costi dell’accertamento tecnico preventivo (perché la descrizione dei luoghi e dei lavori è disciplinata con procedura celere dagli artt. 136 e seg. D. L.vo n. 163/2006 – proprio per consentire la veloce ripresa dei lavori) e si sarebbero potuti rapidamente incassare i soldi della fideiussione per utilizzarli per il tempestivo completamento dei lavori. Non è stato invece possibile sapere se la fideiussione a garanzia è stata escussa o meno, ed in caso positivo che destinazione hanno avuto tali somme (il silenzio ci induce a pensare che i soldi della fideiussione non siano stati incassati, con grande gioia di chi quella fideiussione aveva prestato).

In concreto l’attuale amministrazione in 3 anni nulla ha fatto, lasciando degradare la non terminata scuola, quale monumento alla megalomania dei precedenti Amministratori e all’insipienza degli attuali.

Riteniamo che la città sia veramente stanca di qualche post o tweet autocelebratorio e di un sostanziale immobilismo sui reali problemi amministrativi.

Medesime considerazioni valgono per il Ponte Nord, dove sono stati spesi dall’Amministrazione Pizzarotti ulteriori 800.000,00 euro per installare le vetrate, senza sapere e dire niente sulla sua destinazione. Su queste cose neppure un tweet!!!

In questo contesto le sbandierate autoriduzioni delle indennità per Sindaco ed Assessori si dimostrano esclusivamente demagogiche: se chi ci amministra avesse fatto e facesse gli interessi della città per noi potrebbe percepire anche più del doppio dell’indennità di Legge.

Purtroppo non è così, e l’impressione è che il Sindaco sia più attento a curare la propria immagine pubblica al di fuori dei confini cittadini, forse per garantirsi la permanenza nella casta della politica, che ai problemi reali della città, salvo autocelebrarsi per i premi ricevuti sulla gestione dei rifiuti (sic!) e sulla sua efficienza nell’istallazione di rastrelliere e panchine, quasi che fosse un nuovo Marino-Crozza.

Speriamo che l’azione dei parlamentari parmigiani riesca a supplire il più possibile alle inerzie-incapacità della locale amministrazione.